Questo articolo fornisce risposte alle sette domande più ricorrenti sulla maternità obbligatoria, esplorando anche come le aziende possono supportare le dipendenti durante la maternità e i primi anni del figlio.

La maternità obbligatoria è un diritto fondamentale per tutte le lavoratrici in attesa di un figlio. Comprendere i dettagli su quando inizia, quanto dura e come richiedere il congedo può aiutare le future mamme a pianificare meglio questo periodo cruciale della loro vita.

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  1. A che settimana inizia la maternità obbligatoria?

La maternità obbligatoria ordinaria inizia due mesi prima della data presunta del parto, ovvero tra la 30 a e la 31 a settimana di gravidanza: il conteggio esatto è 30 settimane e 5 giorni.

Data presunta e data effettiva del parto

La data presunta del parto è il giorno in cui si prevede che il bambino nasca, mentre la data effettiva del parto è il giorno in cui il bambino effettivamente nasce. La maternità obbligatoria tiene conto di quella presunta per l’inizio, ma tiene conto anche di quella effettiva per garantire che la madre abbia il tempo necessario per il riposo dopo la nascita.

Gestire la maternità obbligatoria

Per l’inizio del congedo di maternità ci sono, però, anche altri fattori da considerare, che possono far optare per date diverse di inizio astensione: in questi casi si parla di maternità anticipata e di maternità flessibile.

  1. Cosa è la maternità anticipata

La maternità obbligatoria generalmente inizia con l'ottavo mese di gravidanza. Tuttavia, in caso di lavori particolarmente faticosi o complicazioni mediche, può essere anticipata. Si parla in questi casi di maternità anticipata obbligatoria.

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Maternità anticipata obbligatoria

Se la gravidanza presenta complicazioni, il medico richiederà l’interdizione. In questo caso, la lavoratrice può iniziare il congedo di maternità prima del periodo ordinario, ma deve presentare il certificato medico specifico rilasciato dall’azienda sanitaria locale o dall'Ispettorato del Lavoro, non solo quello del ginecologo. La data che fa fede per l’inizio maternità, però, è quella del ginecologo.

Quando ci si può mettere in maternità anticipata?

La maternità anticipata può essere richiesta prima del settimo mese. Il medico può stabilire il congedo a partire da qualsiasi mese. La valutazione dipende dalle condizioni ambientali del luogo di lavoro, in caso fossero dannose per la salute della donna, dal tipo di lavoro, se ad esempio prevede il sollevamento di pesi, dalle condizioni di trasporto o, naturalmente, dal tipo di gravidanza a rischio.

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  1. Cosa è la maternità flessibile?

La maternità flessibile offre alle madri una maggiore libertà nella gestione del congedo di maternità, sulla base delle loro esigenze personali e lavorative. Di fatto consiste nello spostare in avanti l’inizio del congedo.

Quando può iniziare la maternità flessibile?

La maternità flessibile consente di lavorare fino all'ottavo mese di gravidanza compreso e usufruire di quattro mesi di congedo dopo il parto, o anche fino al nono mese compreso e usufruire di cinque mesi di congedo dopo la nascita del bambino. In pratica, può iniziare con il primo giorno del nono mese, o addirittura a fine gravidanza, in vista del parto.

Come richiedere la maternità flessibile

Le lavoratrici possono richiedere la maternità flessibile con una domanda apposita all’INPS. Questa opzione deve, però, essere concordata con il datore di lavoro e poi approvata dall’INPS; quindi, non è un’opzione da scegliere all’ultimo minuto, è sempre necessario tenere in considerazione i tempi burocratici.

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  1. Quanto dura il congedo di maternità obbligatoria?

La durata standard del congedo di maternità obbligatoria è stabilita per legge ed è pari a cinque mesi, solitamente divisi in due mesi prima della data presunta del parto e tre mesi dopo la nascita del bambino.

Variabilità del congedo

Il periodo può variare a seconda delle circostanze specifiche della lavoratrice, così come la durata. Con la maternità flessibile, la madre può scegliere di godere di un mese di congedo prima della nascita e quattro dopo, oppure di cinque mesi di congedo dopo la nascita. Con la maternità anticipata per motivi di salute, il congedo può durare oltre i cinque mesi iniziando prima dell’ottavo mese di gravidanza.

Prolungamento della maternità obbligatoria

In caso di complicazioni mediche o condizioni di salute particolari del neonato, la maternità obbligatoria può essere prolungata. Questo prolungamento è solitamente soggetto a valutazione medica e autorizzazione dell'INPS. Il prolungamento del congedo può estendersi fino a tre mesi aggiuntivi, garantendo alla madre il tempo necessario per recuperare e prendersi cura del bambino.

  1. Come fare la domanda di maternità obbligatoria?

La domanda di congedo di maternità obbligatoria richiede alcuni passaggi specifici. Ci sono poi alcune regole da tenere a mente per evitare ritardi nell’approvazione.

Richiesta di maternità obbligatoria

Per richiedere il congedo di maternità obbligatoria, la lavoratrice deve presentare una domanda all'INPS. La domanda deve essere accompagnata da un certificato medico che attesti la gravidanza e la data presunta del parto. Se si tratta di lavoratrici dipendenti, sarà il datore di lavoro a dover presentare la domanda. È importante ricordare che le domande da inviare sono, in realtà, due: una con la data presunta del parto, come detto sopra, mentre la seconda sarà inviata dopo il parto con la data effettiva e serve a garantire tutto il periodo di diritto.

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Tempistiche

La domanda deve pervenire almeno due mesi prima della data presunta del parto. Perciò va fatta ancora prima, perché ci sono sempre tempi burocratici di elaborazione della domanda da tenere in considerazione. È importante fornire tutta la documentazione richiesta per evitare ritardi nell'approvazione del congedo.

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  1. Cosa succede dopo la maternità obbligatoria?

Dopo la maternità obbligatoria, la lavoratrice può rientrare al lavoro o scegliere di utilizzare il congedo parentale facoltativo.

Congedo parentale facoltativo

Il congedo parentale facoltativo permette di prolungare il periodo di assenza dal lavoro per prendersi cura del bambino. Può durare fino a sei mesi se utilizzato solo dalla madre, ma può arrivare a 10 o 11 mesi se utilizzato anche dal padre. Secondo la legge, però, può essere utilizzato anche quando il figlio è più grande, quindi dopo l’anno di età.

Rientro al lavoro e allattamento

Le lavoratrici e i lavoratori hanno diritto a due ore di permesso retribuito al giorno per l'allattamento se l'orario di lavoro giornaliero è superiore a sei ore. Se l'orario di lavoro è inferiore a sei ore, il permesso si riduce a un'ora al giorno. Questi permessi possono essere utilizzati fino al compimento del primo anno di età del bambino.
La richiesta per allattamento va presentata all’INPS, ma per i dipendenti è sempre il datore di lavoro a doverlo fare.

  1. Retribuzione congedo parentale e maternità: quali sono le differenze?

In Italia, la retribuzione durante i periodi di congedo parentale varia a seconda del tipo di congedo. Comprendere queste differenze è essenziale per le lavoratrici che stanno pianificando il loro periodo di assenza dal lavoro.

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Retribuzione della maternità obbligatoria

Durante il congedo parentale obbligatorio la lavoratrice ha diritto a una retribuzione pari all'80% dello stipendio medio giornaliero. Questo beneficio è garantito dall'INPS e permette alle madri di affrontare economicamente il periodo di assenza dal lavoro senza significative perdite di reddito. Nel caso di dipendenti delle PA i primi 30 giorni sono retribuiti al 100%.

Retribuzione del congedo parentale facoltativo

La retribuzione del congedo parentale facoltativo è pari al 30% dello stipendio medio giornaliero durante i primi sei mesi. Successivamente, il congedo può essere prolungato senza retribuzione, sebbene in alcuni casi specifici (ad esempio, per famiglie a basso reddito) l'INPS possa continuare a erogare il 30% dello stipendio.

Retribuzione del congedo parentale anticipato

Durante il periodo di congedo parentale anticipato, la lavoratrice ha diritto alla stessa retribuzione prevista per il congedo parentale obbligatorio, ossia l'80% dello stipendio medio giornaliero. Anche in questo caso la Pubblica Amministrazione garantisce il 100% della retribuzione nei primi 30 giorni.

Perché è importante per le aziende supportare le mamme

Supportare le madri in azienda non è solo una questione di conformità alle leggi, ma rappresenta un investimento strategico nel capitale umano.

Un buon ritorno per le aziende

Le aziende che adottano politiche di supporto alla maternità e dimostrano un forte impegno verso il benessere delle mamme, ottengono numerosi vantaggi per l'azienda stessa. Non si tratta quindi solo di un gesto di responsabilità sociale, ma anche di una strategia aziendale intelligente che rientra in un piano di welfare aziendale ben costruito. Le madri supportate tendono a essere più impegnate, fedeli e produttive: hanno voglia di dimostrare la loro efficienza e il loro valore.
Inoltre, in un mercato del lavoro competitivo, le politiche di supporto alla maternità possono anche migliorare la reputazione dell'azienda, rendendola un luogo di lavoro desiderabile per nuovi talenti.

Motivazione e ambizione delle madri al rientro al lavoro

Le madri che ricevono supporto adeguato durante il periodo di maternità tendono a rientrare al lavoro con maggiore ambizione: sono fortemente motivate a dimostrare l’importanza del loro lavoro. Inoltre, migliorano notevolmente la loro capacità organizzativa nel privato e riportano questi skills anche in ambito lavorativo.
Per questo, sentirsi apprezzate e sostenute dall'azienda in un momento di trasformazione, aumenta verticalmente il loro senso di appartenenza e di lealtà verso l'organizzazione. Tutto questo si riflette in una maggiore produttività e un impegno più intenso nel raggiungimento degli obiettivi aziendali.

Come supportare le neomamme in azienda

  • Flessibilità oraria: Offrire orari di lavoro flessibili o la possibilità di lavorare da remoto può aiutare le madri a conciliare meglio le esigenze lavorative con quelle familiari.

  • Programmi di rientro al lavoro: Implementare programmi di rientro graduale al lavoro dopo il congedo di maternità può facilitare il ritorno all’impegno quotidiano in azienda, riducendo lo stress.

  • Benefit per l’infanzia tramite Gift Card: Fornire gift card per l'infanzia, la salute e il benessere rappresenta un aiuto concreto per le madri. Queste card possono essere usate per acquistare prodotti in negozi per bambini, o per servizi di assistenza sanitaria e farmacie, alleviando le preoccupazioni economiche e migliorando il benessere complessivo.

  • Altri benefit correlati: Le aziende possono anche considerare l'offerta di gift card per librerie, corsi online, e palestre. Queste card possono aiutare le dipendenti a mantenere un equilibrio tra vita lavorativa e privata, continuando a crescere sia professionalmente che personalmente.

Le aziende che investono nel benessere delle loro dipendenti non solo promuovono la parità di genere, ma ottengono anche benefici significativi in termini di produttività, fedeltà e clima aziendale. Le gift card aziendali sono uno strumento efficace e sicuro per fare al meglio questo investimento.