Acquistare i buoni aziendali significa scegliere uno strumento di compensation non monetaria che incide su retention, employer branding e costo del lavoro.
La domanda "dove si acquistano" ha una risposta operativa precisa: presso piattaforme B2B specializzate nell'emissione e nella distribuzione digitale di gift card e voucher per le aziende. Sotto, il quadro completo: dove acquistare, quali tipologie esistono, qual è la cornice fiscale 2026 e come scegliere il fornitore.


In sintesi
- Cosa sono: i buoni aziendali sono voucher, digitali o cartacei, che l'azienda eroga ai dipendenti come fringe benefit, premio o incentivo, spendibili in una rete di esercizi convenzionati.
- Dove si acquistano: su piattaforme B2B specializzate (come GiftCardStore by Amilon), non dal singolo brand o dal supermercato; l'acquisto è online, l'erogazione è digitale via email.
- Cosa valutare nella scelta: ampiezza catalogo, presenza di carte multibrand, assenza di commissioni, tempistiche di consegna, gestione massiva e reportistica.
- Per chi: HR, Procurement e C-level di PMI e corporate che gestiscono welfare, premi di produttività, incentive commerciali o regalistica aziendale.
- Cornice fiscale 2026: esenzione fino a 1.000 € (2.000 € con figli fiscalmente a carico) ex art. 1, commi 390-391, L. 207/2024 – regime transitorio istituito per il triennio 2025-2027, non modificato dalla L. 199/2025 (Legge di Bilancio 2026).
Cosa sono i buoni aziendali
I buoni aziendali sono voucher di valore predeterminato, emessi in formato digitale o cartaceo, che il datore di lavoro acquista da un fornitore specializzato ed eroga ai propri collaboratori come fringe benefit, premio, incentive o regalo corporate. Possono essere monobrand (es. gift card di una singola insegna) o multibrand (un credito convertibile in più gift card a scelta del dipendente).
La definizione esatta è importante perché determina il regime fiscale applicabile: i buoni acquisto e le gift card erogate come beni in natura ricadono nell'art. 51, comma 3 del TUIR, che disciplina i fringe benefit. I buoni pasto seguono invece una disciplina propria (art. 51, comma 2 lett. c TUIR), e i voucher per servizi welfare (asilo, sanità, formazione) rientrano in lettere specifiche dello stesso comma 2.
Buoni aziendali, buoni welfare e fringe benefit: differenze
Buoni aziendali è un'espressione generica che comprende, nell'uso comune, sia i buoni acquisto/gift card sia i voucher welfare. L’espressione Buoni welfare, invece, identifica più spesso gli strumenti gestiti tramite piattaforme di flexible benefit collegate al piano welfare aziendale. Fringe benefit è invece la categoria fiscale: indica beni e servizi in natura erogati al dipendente in aggiunta alla retribuzione, soggetti alla soglia di esenzione annua ex art. 51 c. 3 TUIR.
Per un approfondimento operativo sulle tipologie e sull'inquadramento contrattuale, è utile partire dalla guida completa ai buoni acquisto aziendali.
Dove si acquistano i buoni aziendali in Italia
I buoni aziendali non si acquistano alla cassa del supermercato né, di norma, direttamente sul sito del singolo brand: il canale corretto per un'azienda è una piattaforma B2B che aggrega centinaia di insegne, emette voucher conformi alla normativa fiscale e gestisce l'erogazione massiva.
I principali canali di acquisto
- Piattaforme B2B di gift card e voucher digitali: sono il canale di riferimento per acquisti ricorrenti o massivi. Catalogo ampio, gestione online, fatturazione per l'azienda, erogazione via email al dipendente. È il caso di GiftCardStore, piattaforma B2B del gruppo Amilon, multinazionale specializzata in incentive e digital reward.
- Provider di welfare aziendale: soluzioni più ampie che includono voucher servizi (asilo, sanità, mutui, trasporti) accanto a buoni acquisto. Ha senso quando l'azienda gestisce un piano welfare strutturato con flexible benefit.
- Emettitori di buoni pasto: verticali sul ticket restaurant; non vanno confusi con i buoni acquisto, hanno disciplina fiscale separata e spendibilità limitata.
- Acquisto diretto dal brand emittente: possibile solo per quantità ridotte e una sola insegna. Sconsigliato per gestione strutturata: nessuna reportistica HR, nessuna fatturazione B2B coerente, zero multibrand.
Cosa valutare nella scelta di una piattaforma B2B di buoni aziendali
Un confronto operativo per HR Manager e Procurement: i sei criteri che determinano la qualità di un fornitore di buoni aziendali.
| Criterio | Perché conta per HR/Procurement |
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Ampiezza catalogo e brand premium |
Più ampio è il catalogo, meno si rischia di erogare un benefit non utilizzato dal collaboratore. |
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Carte multibrand convertibili |
Permettono al dipendente di scegliere il brand finale, riducendo il rischio di mismatch tra benefit e bisogno reale. |
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Zero commissioni sul valore nominale |
Su 10.000 € di budget welfare, un 3-4% di fee equivale a 300-400 € persi che non arrivano al dipendente. |
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Erogazione digitale e massiva |
Acquisto e invio di centinaia di voucher in un'unica operazione: tempo HR ridotto da giorni a minuti. |
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Conformità fiscale e fatturazione |
Documentazione coerente con la disciplina fringe benefit per la deduzione lato impresa. |
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Reportistica e tracciabilità |
Ogni voucher tracciato per dipendente: essenziale per audit interni e controllo di budget. |
Per quali occasioni si acquistano i buoni aziendali
Una volta scelto il canale, la domanda successiva è strategica: per quale occasione o esigenza erogare i buoni? Le casistiche ricorrenti in cui i buoni aziendali sono lo strumento più efficiente sono sei. A ciascuna corrisponde una logica di acquisto e una selezione di card differente.


Regali di Natale per i dipendenti
È l'occasione più diffusa, e quella in cui il rapporto budget/percezione del valore è massimo. Tagli tipici tra 50 € e 250 € per persona, con gift card multibrand o card su categorie ad alta desiderabilità (elettronica, abbigliamento, tempo libero). Selezioni dedicate sono raccolte nei pacchetti gift card per i regali di Natale aziendali.
Compleanni e ricorrenze personali
Tagli più contenuti (30-100 €), erogazione ricorrente lungo l'anno. È un benefit a basso costo ma con altissimo impatto emotivo, perché personalizzato sulla persona e non sul gruppo. La gestione è semplice se la piattaforma consente la programmazione automatica degli invii; per ispirazione, gift card per i compleanni dei dipendenti.
Eventi e anniversari aziendali
Convention, kick-off, anniversari di fondazione, ricorrenze di team. Sono i momenti in cui il regalo aziendale rinforza l'identità interna e l'employer branding. Tagli e tipologie variano molto in base al contesto: una selezione operativa è negli idee regalo per eventi e anniversari aziendali.
Premi per obiettivi professionali e incentive commerciali
Il caso classico: premio raggiungimento target Q4, MBO, chiusura progetto, top performer dell'anno. Qui il buono aziendale sostituisce con efficacia il premio in busta paga (eroso da imposte e contributi). Tagli variabili in base al ruolo, generalmente 200-1.000 €. Per le selezioni dedicate alla rete vendita e ai ruoli con obiettivi, vedere i buoni per premi e obiettivi professionali.
Pensionamento e fine carriera
Il regalo di fine carriera è un momento simbolico forte. Tagli più alti (300-1.000 €) con gift card su categorie tempo libero, viaggi, hobby. È il caso in cui personalizzazione e libertà di scelta del beneficiario contano più del valore nominale. Una raccolta per questo scopo è nelle gift card per il pensionamento.
Welfare contrattuale e obblighi CCNL
Diversi contratti collettivi (es. metalmeccanici, cooperative metalmeccaniche, telecomunicazioni) prevedono importi obbligatori in welfare. In questo caso il buono aziendale non è una scelta libera ma un adempimento contrattuale, e va selezionato in modo da rispettare i vincoli di destinazione previsti dal CCNL. Una selezione filtrata per questo uso è nei pacchetti welfare per CCNL.
Tipologie di buoni aziendali: come scegliere
La scelta del tipo di buono dipende dall'obiettivo: sostegno al potere d'acquisto, ricompensa episodica, premio commerciale legato a target. La tabella riassume le opzioni più ricorrenti e il loro inquadramento fiscale.
Lo strumento più versatile è la gift card multibrand convertibile: l'azienda acquista un credito unico, il collaboratore lo converte autonomamente in una o più gift card di brand differenti. Questo elimina il "paradosso della scelta" lato HR (non occorre profilare i gusti dei singoli) e massimizza la percezione di valore lato dipendente.
| Strumento | Uso tipico | Spendibilità | Trattamento fiscale |
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Buoni acquisto / gift card multibrand |
Fringe benefit, premi, incentive, regali aziendali |
Catalogo ampio: GDO, e-commerce, carburante, tempo libero |
Esente fino a 1.000 € (2.000 € con figli a carico) – art. 51 c. 3 TUIR |
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Buoni spesa |
Sostegno alla spesa quotidiana |
Supermercati e GDO convenzionati |
Rientra nella soglia fringe benefit |
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Buoni carburante |
Sostegno alla mobilità casa-lavoro |
Stazioni di servizio (incluse ricariche EV) |
Rientra nella soglia fringe benefit |
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Buoni pasto (ticket restaurant) |
Sostitutivo del servizio mensa |
Ristoranti, bar, GDO con limitazioni |
Esenzione separata: 4 € cartacei / 10 € elettronici al giorno dal 1.1.2026 (art. 51 c. 2 lett. c TUIR) |
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Voucher welfare (servizi) |
Servizi educativi, sanitari, ricreativi |
Piattaforme welfare convenzionate |
Esenzione integrale ex art. 51 c. 2 lett. f, f-bis, f-ter TUIR |


Quanto costano i buoni aziendali all'azienda
Il costo per l'azienda si compone di tre voci: valore nominale erogato (es. 500 € di gift card), eventuali commissioni di emissione/gestione applicate dal fornitore, contribuzione e tassazione se si superano le soglie di esenzione fringe benefit.
Su piattaforme con politica zero commissioni, il costo aziendale coincide con il valore nominale del voucher: 1.000 € acquistati corrispondono a 1.000 € effettivamente ricevuti dal dipendente. Su piattaforme con fee del 3-5%, una parte del budget non arriva al collaboratore.
Soglie fiscali 2026 e deducibilità
Per l'anno fiscale 2026, ai sensi dell'art. 1, commi 390-391 della Legge 207/2024 (Legge di Bilancio 2025), confermati senza modifiche dalla Legge 199/2025 (Legge di Bilancio 2026) per il triennio 2025-2027, le soglie di esenzione dei fringe benefit sono:
- 1.000 € annui per la generalità dei lavoratori dipendenti;
- 2.000 € annui per i lavoratori con figli fiscalmente a carico, previa dichiarazione scritta del dipendente con codice fiscale dei figli.
Entro queste soglie i buoni acquisto erogati come fringe benefit non concorrono alla formazione del reddito da lavoro dipendente e, lato impresa, il costo è interamente deducibile. Attenzione: la soglia è "a precipizio". Il superamento anche di 1 € comporta la tassazione dell'intero importo, non della sola quota eccedente (Agenzia delle Entrate, Circolare 4/E del 16 maggio 2025).
Per l'inquadramento normativo aggiornato sui fringe benefit e sulle soglie di esenzione 2026 si rinvia alla Circolare n. 4/E del 16 maggio 2025 dell'Agenzia delle Entrate sulla disciplina fiscale dei fringe benefit.
Esempio numerico: regalo di Natale per 80 dipendenti
Scenario: una PMI vuole erogare 250 € di buoni acquisto come regalo natalizio a 80 collaboratori. Budget complessivo: 20.000 €.
- Su piattaforma zero commissioni: 20.000 € a fattura, 20.000 € di valore arrivato ai dipendenti. Importo interamente deducibile lato impresa, esente lato dipendente (250 € < soglia 1.000 €). Costo netto stimato post-deduzione (aliquota IRES 24%): circa 15.200 €.
- Su piattaforma con 4% di fee: 20.800 € a fattura per erogare 20.000 € di nominale; 800 € persi in commissioni che non aumentano il valore percepito dal team.
Come acquistare buoni aziendali su GiftCardStore
GiftCardStore è la piattaforma B2B del gruppo Amilon dedicata all'acquisto di gift card digitali per le aziende. Il flusso è interamente online: registrazione del profilo azienda, selezione delle gift card monobrand o multibrand (incluse Spesa Card, Buoni Benzina Card, Fringe Benefit Card e ideaShopping), caricamento massivo degli indirizzi email dei beneficiari, pagamento e invio automatico al dipendente.
Il modello opera a zero commissioni sul valore nominale: l'importo fatturato all'azienda coincide con il credito erogato al collaboratore. La logica è coerente con un'erogazione efficiente di fringe benefit entro le soglie fiscali e con la deducibilità integrale del costo lato impresa.
Caso pratico: incentive commerciale su rete vendita
Scenario: una corporate del settore servizi vuole premiare 50 venditori che hanno raggiunto il target Q4. Budget per persona: 500 €. Totale: 25.000 €.
- Strumento scelto: gift card multibrand convertibile, in modo che ogni venditore selezioni la categoria preferita (elettronica, viaggi, shopping, GDO).
- Erogazione: invio massivo via email in un'unica sessione, consegna entro 24h.
- Inquadramento fiscale: 500 € rientrano nella soglia di esenzione fringe benefit; esenti per il dipendente, deducibili per l'azienda. Nessuna trattenuta in busta paga, nessun aggravio contributivo.
- Risultato lato HR: zero gestione fisica di buoni cartacei, reportistica completa per audit, tempi di gestione ridotti da giorni a meno di un'ora.
Domande frequenti sui buoni aziendali
Dove si acquistano i buoni aziendali?
I buoni aziendali si acquistano su piattaforme B2B specializzate nell'emissione di gift card e voucher digitali per le imprese, come GiftCardStore by Amilon. L'acquisto è completamente online, la fatturazione è intestata all'azienda e l'erogazione al dipendente avviene via email in formato digitale.
Qual è la differenza tra buoni aziendali e buoni pasto?
I buoni aziendali (gift card, buoni acquisto, buoni carburante) sono erogati come fringe benefit e ricadono nell'art. 51, comma 3 del TUIR, con soglia di esenzione annua di 1.000 € (2.000 € con figli a carico). I buoni pasto seguono una disciplina diversa (art. 51 c. 2 lett. c TUIR): dal 1° gennaio 2026 l'esenzione giornaliera è di 4 € per i buoni cartacei e 10 € per i buoni elettronici (innalzata da 8 a 10 € dall'art. 1, c. 14 della L. 199/2025).
I buoni aziendali sono deducibili per l'impresa?
Sì. Il costo dei buoni acquisto erogati come fringe benefit è interamente deducibile dal reddito d'impresa, nei limiti previsti dagli artt. 95 e 100 del TUIR. Entro le soglie 1.000 € / 2.000 €, l'importo non concorre nemmeno alla formazione del reddito da lavoro dipendente.
Si possono frazionare i buoni aziendali su più brand?
Sì, se l'azienda eroga una gift card multibrand convertibile. Il dipendente può destinare il credito a più gift card di brand differenti (es. una parte sulla GDO, una parte su elettronica, una parte sul tempo libero) senza intervento dell'HR.
I buoni aziendali si possono spendere online?
e gift card digitali si possono spendere sia in negozio fisico (mostrando il barcode in cassa) sia sull'e-commerce del brand, inserendo il codice nell'area pagamento. Alcuni circuiti di pagamento app dedicati permettono anche il pagamento via smartphone direttamente alla cassa.
Quanto tempo serve per acquistare ed erogare i buoni aziendali?
Su piattaforme B2B digitali, l'intero ciclo – dalla selezione al pagamento alla consegna via email al beneficiario – si chiude in poche ore. L'erogazione massiva di centinaia di voucher è una singola operazione, non centinaia di operazioni separate.
I buoni aziendali superano la soglia di esenzione: cosa succede?
Il superamento, anche di 1 €, comporta la tassazione dell'intero importo erogato come fringe benefit nell'anno, non solo della quota eccedente. È un meccanismo "a precipizio" ribadito dall'Agenzia delle Entrate nella Circolare 4/E del 2025. Per questo è fondamentale monitorare il cumulo annuo di fringe benefit per ciascun dipendente.
Le gift card aziendali si possono regalare anche a clienti e partner?
Sì. Quando le gift card sono destinate a soggetti diversi dai dipendenti (clienti, fornitori, partner), il trattamento fiscale è quello delle spese di rappresentanza (art. 108 TUIR) o degli omaggi (art. 19-bis1 DPR 633/72 per l'IVA), con regole di deducibilità distinte rispetto al fringe benefit.
Una scelta operativa
La domanda "dove si acquistano i buoni aziendali" ha una risposta semplice ma non banale: il canale corretto è una piattaforma B2B con catalogo ampio, zero commissioni e gestione massiva digitale. Tutto il resto – tipologia di buono, valore, periodicità – è una scelta strategica che dipende dall'obiettivo (welfare, premio, regalo, incentive). Per un confronto sulle opzioni dedicate al sostegno della spesa quotidiana, è utile l'approfondimento su dove acquistare buoni spesa per i dipendenti.
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Ultimo aggiornamento: 27 maggio 2026